Destructured Bach
Nel 2021 si parlava ancora poco di Intelligenza Artificiale applicata alla musica. C’erano già stati alcuni esperimenti, certo: Sony CSL aveva generato una canzone “alla Beatles” con Daddy’s Car, Google stava lavorando al progetto Magenta, OpenAI muoveva i primi passi con Jukebox. Qualche artista indipendente iniziava a usare algoritmi per creare loop o melodie, ma nella maggior parte dei casi si trattava di strumenti semi-automatici, in cui l’IA supportava il lavoro umano senza mai prendere davvero il controllo. Erano prototipi, esperimenti da laboratorio, curiosità per addetti ai lavori. Nulla che somigliasse a un vero disco.
Poi è arrivato Destructured Bach. Pubblicato il 6 ottobre 2021 dopo oltre un anno di gestazione, è un LP composto interamente da una rete neurale non supervisionata, creata da zero dal musicista, ingegnere e ricercatore universitario Oberlunar (pseudonimo di Francesco Bardozzo). Nessun framework preconfezionato, nessuna IA commerciale: tutto è stato sviluppato in casa, con l’obiettivo di addestrare un’intelligenza artificiale non a replicare Bach, ma a dimenticarlo. A impararne la grammatica musicale per poi disintegrarla, generando brani nuovi, inediti, alieni. Il risultato è un disco che non ha paragoni: non un omaggio, ma un’esplorazione. Non un remix, ma una metamorfosi.
E proprio di metamorfosi parla anche la copertina, ideata e realizzata da Rafz (pseudonimo di Raffaele Iannello). Nel 2021 l’IA generativa per le immagini non era ancora una realtà, perciò il lavoro è stato interamente manuale: concettuale, fotografico, simbolico. Rafz ha acquistato una macchina per la pasta, l’ha fotografata in studio su sfondo neutro, e le ha letteralmente dato in pasto la riproduzione fedele di uno spartito di Bach, che lei ha triturato fisicamente. In post-produzione ha poi aggiunto delle note musicali modellate in 3D, che sembrano uscire fluttuando dalla macchina. Un’immagine tanto ironica quanto evocativa: la macchina per la pasta diventa una Macchina di Turing musicale, che trasforma la musica classica in qualcosa di irriconoscibile, eppure ancora vivo.
Guarda l’intervista completa andata in onda su Radio Stay Rock, dove Rafz e Oberlunar raccontano la nascita del progetto.
